Il Centro Volontari della Sofferenza di Lucera - Troia con grande gioia si prepara alla Beatificazione del suo Padre Fondatore il Venerabile Servo di Dio Mons.Luigi Novarese.
lunedì 23 aprile 2012
"SUI PASSI DEL VENERABILE LUIGI NOVARESE"
Carissimi, buona settimana a tutti!
Ieri splendido appuntamento "Sui passi del Venerabile Luigi Novarese" nella parrocchia di Cristo Re nel quarto incontro per vivere al meglio quest'anno novaresiano. Alle ore 18,00 c'è stata la preghiera del Santo Rosario meditato con i pensieri di Mons. Novarese. Alle ore 18,30 Santa Messa riflettendo sulla Liturgia della Parola a confronto con gli scritti e l'operato del nostro fondatore. Dopo la Santa Messa la consueta foto di gruppo con il parroco che ci ha ospitato.
Il prossimo incontro sarà il 5 maggio nella parrocchia di San Pio Decimo in Lucera (Fg)
giovedì 19 aprile 2012
IL ROSARIO
Venerabile Mons. Luigi Novarese
(L’Ancora: n. 9/10 - settembre/ottobre 1959 - pag. n. 2-5)
La recente Enciclica del Santo Padre sul Santo Rosario ci porta ancora una volta a considerare la bellezza e necessità di questa devozione. É, infatti, la devozione più bella, che continuamente fiorisce tra i cristiani; la devozione inoltre caratteristica del nostro Centro.
Nel Santo Rosario meditiamo vicino a Maria Santissima l’amore misericordioso di Gesù che si immola per noi fino alla morte di Croce e l’amore della Madre nostra celeste, che ha accettato di essere la Corredentrice. Volendo noi attuare le richieste rivolte da Maria Santissima a Lourdes ed a Fatima, necessariamente dobbiamo prendere, quale punto di partenza, le Sue parole ed i Suoi insegnamenti a Santa Bernardetta ed ai tre pastorelli di Cova di Jria. La «Bianca Signora» appare alla piccola Soubirous con il rosario al braccio e dà il via alle apparizioni con un ampio segno di croce, fatto, tenendo in mano il crocifisso della corona che le pendeva al braccio. In tale atteggiamento Maria Santissima è stata riprodotta in una magnifica Statua di marmo a Lourdes, posta dinanzi alla Cappella delle Confessioni, al lato destro del Santuario. La Madonna inoltre si è degnata di recitare la corona con la piccola Bernardetta, mentre ai tre pastorelli di Fatima ne ha richiamato la recita attenta e devota. A Francesco promette il Paradiso « dopo che avrà recitato tanti rosari ».
Per meglio comprendere l’importanza del Rosario nella nostra Associazione consideriamo gli impegni che assume, chi dà l’adesione al Centro Volontari della Sofferenza.
L’attività nostra di ammalati, iscritti al Centro Volontari della Sofferenza, si svolge in un piano evidentemente soprannaturale e precisamente in tre modi:
1) L’iscritto al Centro si propone di vivere in “ grazia di Dio “ per essere spiritualmente operante. E, per quanto riguarda questo impegno vi è nulla di particolare, né di speciale, poiché ogni uomo che nasce alla vita della « grazia », mediante il Santo Battesimo, si impegna a vivere da morto al peccato ed a combattere la concupiscenza per far trionfare sempre in sé la vita di Dio. La « grazia », vita di Dio in noi, è la base della vita soprannaturale ed è la condizione essenziale della nostra produttività spirituale. Questo impegno è quindi basilare per chi vuol far parte dell’Associazione. Soltanto vivendo in « grazia » si diventa soggetto d’azione, ossia si agisce personalmente mediante l’offerta della propria sofferenza, santificata appunto dalla grazia.
2) La seconda caratteristica del Centro Volontari della Sofferenza, caratteristica che lo distingue da qualsiasi altra associazione di ammalati o per ammalati, sta nella risposta che ogni iscritto dà a Maria Santissima, per attuare le sue richieste rivolte a Lourdes ed a Fatima. Alla Vergine Immacolata che domanda penitenza per la conversione dei peccatori, che chiede riparazione per i tanti peccati che offendono il cuore di Gesù ed il Suo Cuore Immacolato, che vuole preghiere per il Papa ed i Sacerdoti, l’ammalato iscritto al Centro offre il frutto della sua spirituale attività: « il proprio dolore vissuto in grazia ».
In questa seconda nota caratteristica sta la « volontarietà » dell’iscritto: mettere a disposizione di Maria Santissima tutta la propria soprannaturale attività per attuare quanto Ella ha domandato. Chi si iscrive al Centro non dà una intenzione particolare alla propria sofferenza ma l’accetta e la offre alla Madonna per le finalità indicate da Lei.
Le finalità esposte dalla Vergine Santa, del resto, sono così generali e così vaste che non è possibile trovarne altre che in qualche maniera non entrino in quelle già da Ella stessa indicate. Il programma spirituale del Centro è quindi essenzialmente mariano; le parole che costituiscono la “ carta del lavoro “ — sempre in piano spirituale ben inteso — dei nostri ammalati sono le parole della Madonna. Entrare a far parte dei Volontari della sofferenza vuol dire solennemente promettere di vivere in « grazia» e « volontariamente » donare tutto a Maria Santissima per l’attuazione delle sue tre grandi finalità.
3) Il terzo settore, in cui agisce il Volontario della Sofferenza, è quello della preghiera.
La Madonna a Lourdes ha chiesto preghiera e penitenza, e così pure a Fatima.
La penitenza è attuata dall’offerta del proprio dolore nella maniera indicata dal secondo punto, la preghiera invece costituisce un vero e proprio settore di attività.
Nello statuto infatti dei Volontari della Sofferenza si parla di offerta rinnovata al Signore per mezzo di Maria Santissima del proprio dolore e di recita quotidiana della Corona.
Anche questo impegno è caratteristico nell’Associazione. Nè si potrebbe parlare di attuazione della volontà della Madonna se sì trascurasse la devozione che Ella stessa ha espressamente richiamato.La devozione del Rosario tra i Volontari della Sofferenza non può essere ignorata, né tanto meno trascurata. Lo statuto fa comprendere che l’impegno della recita della corona non è un impegno « assoluto », ma compatibile con lo stato della malattia.La parola « possibilmente »non vuoi dire che sia una devozione che si cerca di far comprendere a coloro che si iscrivono, ma sta ad indicare che se un infermo, per ragioni dì malattia, di indisposizione momentanea o di accentuazione del proprio dolore, non può recitare in quel dato giorno la Corona, non deve crearsi un’angustia d’animo.
Lo statuto incoraggia la recita della Corona: la corona è la recita delle cinque poste, mentre il Rosario delle 15. Il Santo Padre nella Sua recente Enciclica dice espressamente, che Egli fin dalla gioventù ha preso la bella abitudine di recitare il Rosario intero — ossia le 15 poste — tutti i giorni, cosa, che egli ha continuato a fare sempre come espressamente ha detto nella stessa Enciclica.
Dopo il paterno richiamo del Santo Padre alla devozione base della nostra Associazione dobbiamo fare un serio esame sul modo con cui pratichiamo questa devozione.
Può essere che questa chiarificazione di impegni dei Volontari della Sofferenza rallenti un po’ gli entusiasmi ed il numero sempre crescente delle iscrizioni, ma ciò non è un male. Anzi è precisa intenzione della Direzione di richiamare sempre di più gli iscritti ad una osservanza molto fervorosa dei propri obblighi, per cui è preferibile che da 50.000 si scenda anche a poche migliaia di iscritti pur di fedelmente attuare c1iìanto la Vergine Santa ha domandato. Se poi invece questo richiamo farà sì che tutti gli aderenti diventino strumenti sempre più efficienti nelle mani della Madonna per l’unione di tutti gli ammalati del mondo, allora sia benedetto il Signore! Si vedrà così la schiera silenziosa degli ammalati, allineati con Maria Santissima in solenne impegno di corredenzione per bilanciare i tanti peccati dell’umanità.
In questo caso la schiera dei Volontari della Sofferenza sarà la schiera della Madonna, una schiera « forte e terribile come esercito schierato a battaglia ».
lunedì 16 aprile 2012
"SUI PASSI DEL VENERABILE LUIGI NOVARESE"
Carissimi, anche questo mese ci incontreremo per il tradizionale appuntamento:"Sui passi del Venerabile Luigi Novarese, presso la parrocchia di Cristo Re, Via Giordano Bruno,1. Domenica 22 aprile (III di Pasqua) alle ore 18,00. Non manchiamo!
Don Arturo.
lunedì 12 marzo 2012
sabato 10 marzo 2012
"SUI PASSI DEL VENERABILE LUIGI NOVARESE..."
Carissimi amici e fratelli del CVS,
pubblichiamo il programma del terzo incontro mensile dell'iniziativa dal titolo "SUI PASSI DEL VENERABILE LUIGI NOVARESE".
Per il terzo incontro saremo ospiti domani 11 marzo (terza domenica di Quaresima) nella parrocchia Santa Maria Assunta in Biccari(Fg)una delle trentarè parrocchie della diocesi.
Programma:
Ore 18,00: Santo Rosario meditato con i pensieri del nostro Fondatore.
Ore 18,30: Santa Messa presieduta -dall'assistente diocesano- durante la quale tre simpatizzanti del gruppo parrocchiale di Biccari faranno la loro adesione.
Vi invitiamo tutti a non mancare a questo appuntamento di grazia, col quale ci prepariamo sempre intensamente alla Beatificazione del nostro Padre Fondatore.
mercoledì 7 marzo 2012
NECESSITA' DELLA RIPARAZIONE
Venerabile Mons. Luigi Novarese
L’Ancora: n. 6/7 - giugno/luglio 1981
Il richiamo dell'Immacolata alla necessità ed all'impegno personale alla penitenza rjivolta alla piccola Bernardetta Soubirous ed ai tre Pastorelli di Fatima, dopo il doloroso evento del 13 maggio scorso del gravissimo attentato al S. Padre che ha toccato il Cuore di tutta a cristianità, riveste una particolare responsabilità ed urgenza di applicazione. Per illustrare il punto importante della necessità della penitenza nel Messaggio messianico che investe l'impegno personale alla santità e 1'efficacia dell'evangelizzazione, con gioia e riconoscenza la nostra Direzione ha accolto il dono del Rev. Padre Giovanni Costa s.j. del volume da lui con tanta sapiente esperienza scritto “ Riparazione fantasia o realtà?” Il volume è stato da noi pubblicato proprio in questi giorni e totalmente rientra nel tema che sto trattando in questo articolo. Il periodo poi del Pellegrinaggio Sacerdotale a Lourdes nella vita del Centro Volontari della Sofferenza è un periodo forte in cui tutti siamo invitati a fare un serio esame sulla reale penitenza - morale e fisica - che ciascuno di noi si è proposto di compiere e in realtà compie per la propria santificazione e per una più forte e più rapida ripresa per la vita della Chiesa. Il volume di Padre Costa che oggi il Centro presenta a tutti i propri iscritti vuole essere - come in realtà lo è - un validissimo strumento di lavoro e di chiarificazione a tale riguardo.
Non si tratta quindi di presentare un volume, ma di caldamente suggerire un mezzo pratico ed efficace per prendere coscienza della personale e collettiva responsabilità alla vita penitenziale.
L’esimio Autore, del resto, non dubita di affermare che “ la dottrina della riparazione, perché sia valida, dovrà scendere dal livello teorico e trovare conferma nella sua applicazione “.
Santa Margherita Maria Alacoque e numerosissime altre anime annoverate nel catalogo del Santi, o viventi con il loro entusiasmo giovanile attorno a noi, confermano che la creatura con gioia si unisce al divin Redentore per continuare e completare nel tempo il piano della riparazione che redime, salva, santifica. Non è forse questa la testimonianza quotidiana di migliaia di ammalati che comprendono e vivono nel Centro Volontari della Sofferenza la Sapienza della Croce ?
Masochismo? Ma No! E' scoperta ed approfondimento del Piano della Salvezza, vissuto con Cristo, in tutte le sue dimensioni.
Paolo VI, a suo tempo, non ha dubitato di ammonire: “ una parola, estremamente severa, ma in fondo estremamente confortante, una parola di Gesù batte oggi alla porta della nostra coscienza ed è questa: se non farete penitenza, voi perirete tutti allo stesso modo “, (Lc13,5) (11.2. 1970).
Ciò che inonda poi il nostro cuore della più profonda gioia e ci anima a camminare senza stancarci mai nella via della riparazione è la meravigliosa realtà del Corpo Mistico:
“ Il nostro Salvatore, governando da se stesso la Chiesa in modo invisibile, vuole essere aiutato dalle membra del Suo Corpo Mistico nell'esecuzione dell'opera della Redenzione “, (Mistici Corporis, 42). Ma la riparazione riguarda soltanto un determinato periodo della storia presente o passata? E' una domanda che si impone. Ogni membro, quindi del Corpo Mistico, in forza della sua soprannaturale unione con Gesù Cristo è tenuto a vivere l'idealità e la missione del Capo, cui è congiunto, ben comprendendo che il vocabolo “ Capo “ non sta ad indicare un condottiero, o il capo di un popolo, ma la testa, il capo del corpo, che impegna tutto l'organismo in una sola direttiva. Gesù Cristo, Capo del Corpo Mistico, impegna tutte le membra a sentire con Lui e come Lui, vivendo nel tempo le sue dimensioni di carità. Con molta precisione risponde P. Costa: “ il crescendo dell'impegno di riparazione non sarebbe esatto attribuirlo soltanto alla tendenza di copiare e riprodurre qualcosa di bello accaduto nel passato, ma dobbiamo vederci l'azione dello Spirito Santo che guida la crescita quantitativa, ma soprattutto qualitativa della Chiesa per farla arrivare (Ef 4,13) allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo “.
E questo perché “ l’uomo, secondo le leggi della nature, è condannato a morte; l’uomo che vive nella prospettiva dell'annientamento del suo corpo, quest'uomo esiste in pari tempo nella prospettiva della vita future ed è chiamato alla glorla” (Giovanni Paolo II 1 XI.1978).
La morte in se stessa è stata vinta, me resta nella sue realtà penitenziale, che va santificata, diventando, in unione a Gesù Cristo, mezzo di riscatto e di santificazione. La via della riparazione che porta alla vita soprannaturale ed eterna, reale come quella che ora viviamo, “ per forza " passa per il venerdì santo. Passa attraverso la Croce. Per questo “ la Chiesa la circonderà con il corpo della sua viva comunità, la circonderà con la fede degli uomini, con la loro speranza e con il foro amore.
La Chiesa porterà con Cristo la croce attraverso le generazioni. Renderà testimonianza ad essa. Ad essa attingerà la vita. Della croce crescerà con quella misteriosa crescita dello Spirito, che nella croce ha il suo inizio.
La Chiesa crescerà dalla croce come il corpo misterioso-mistico, di Cristo, completando la croce “ (Giovanni Paolo II, 30.3.1980). Oggi nella visione di Giacinta di Fatima, la quale aveva visto il Papa con il vestito macchiato di sangue, abbiamo constatato che anche il Vicario di Cristo è unito più che mai alle membra doloranti del Corpo Mistico per 1'espansione della Chiesa e per la purificazione di tante membra cristiane, che di cristiano hanno soltanto il nome, nella consapevolezza della validità sempre attuale del principio Paolino, “ senza effusione di sangue, non c'è remissione “. Me resta il dolore per certi oltraggi e sacrilegi che fanno male e profondamente offendono i nostri sentimenti di fedeli e proprio perché fanno male ed offendono i nostri sentimenti più profondi di fedeli, esigono e richiedono vera e profonda riparazione.
lunedì 5 marzo 2012
LE VIE DEL SIGNORE
Venerabile Mons. Luigi Novarese
(L’Ancora: n. 7 - luglio 1963)
Edificati e profondamente addolorati, abbiamo seguito gli ultimi giorni del « Papa buono », Giovanni XXIII, che è passato accanto a noi, proprio come il Divin Maestro, facendo del bene.
L’umanità attratta per così rara bontà, quasi tratteneva il respiro in quei giorni strazianti di agonia, mentre migliaia di figli, in piazza S. Pietro, in orazione, vegliavano in preghiera senza sosta accanto al Padre. Giorni di smarrimento seguirono i giorni di lutto; giorni di preghiera e di fiducia incrollabile nelle parole del Signore, “ i cieli e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno mai “. Lo Spirito Santo sarebbe intervenuto; lo Spirito Santo aveva già dinanzi a Sè l’eletto, preparato attraverso le cause seconde per essere il Vicario visibile del Cristo. Gli uomini docili alla divina grazia elessero infatti quello che « in Domino » credevano il più adatto a reggere la Chiesa Santa di Dio. Paolo VI risultò l’eletto del Signore. Inutile dire la gioia del popolo intero. La Sua lunga e silenziosa preparazione al supremo soglio di Pietro è nota a tutti. Il Suo raro intuito e la Sua fine e delicata capacità umana e sacerdotale di far presa sul cuore degli uomini, è stata sperimentata da molti. La successione del Vicario di Cristo avveniva nel momento della preparazione del nostro pellegrinaggio sacerdotale a Lourdes; avvenimento questo che già altre volte ci aveva fatto sentire vicino il cuore del Papa. Paolo VI però già conosceva l’apostolato del Centro Volontari della Sofferenza, già era al corrente dei pellegrinaggi sacerdotali a Lourdes e questo non per sentito dire, ma per avere direttamente ed efficacemente partecipato alle prime pietre dell’apostolato, ottenendo proprio da Pio XII i primi appoggi tanto per l’apostolato dei volontari della Sofferenza, quanto per il pellegrinaggio dei sacerdoti ammalati a Lourdes. Fu proprio l’allora Sua Eccellenza Montini, Sostituto della Segreteria di Stato a rispondermi che vedeva bene un apostolato tra i sofferenti, nelle linee che sono rimaste immutate fin dal nascere. Fu ancora Sua Eccellenza Mons. Montini a presentarmi a Pio XII a Castel Gandolfo in occasione del primo Messaggio Pontificio agli ammalati.
Ed è stato quello il primo incontro con il Pastore Angelico:
— Ecco Don Novarese, che si interessa degli ammalati, disse Mons. Montini.
Ed il Papa:— So quanto fa tra gli ammalati, sono contento, continui, benedico.
Da allora, quanto lavoro! La benedizione del Pastore Supremo era la nostra forza. Il settore della Radio trasmissione dal Vaticano, « Quarto d’Ora della Serenità » porta la Sua impronta, non solo nella concessione, ma nella stessa pratica impostazione di una trasmissione che fu la prima a distaccarsi dall’unica emissione, diffondere la voce del Papa nel mondo.
Era la carità del Papa che scendeva accanto ad ogni ammalato, e, attraverso le Sue disposizioni, leniva i dolori di tanti Suoi figli e diceva una parola di conforto. Anche la nostra rivista porta l’espressione della premura dell’allora Sostituto della Segreteria di Stato, Mons. Montini e della carità di Pio XII. La Benedizione Apostolica che venne pubblicata fin dal 2° numero della nostra rivista ben dice la presenza del Vicario di Cristo anche in questo settore. Tutto quello che si è svolto nell’Apostolato, tutto è passato sotto lo sguardo prudente e profondamente sacerdotale di Sua Eccellenza Mons. Montini e da Lui tutto è passato all’esame del Papa. I passi, uno dopo l’altro ci hanno introdotti nella strada che ora stiamo percorrendo, sorretti dall’aiuto di chi con tanto amore ci aveva sostenuti.- «Dica agli ammalati di pregare per me» — così Paolo VI, mi disse proprio lo stesso giorno della Sua elevazione al Pontificato. « Ne sia certo, Beatissimo Padre », gli risposi con tutto lo slancio del mio cuore e con la più grande gratitudine, fin da quel momento, in cui mi trovavo in ginocchio ai Suoi Piedi con le mie mani nelle Sue ho posto a disposizione del Vicario di Cristo le preghiere e le sofferenze di tutti gli ammalati del Centro. Come sono grandi le vie del Signore! Colui che ha guidato i nostri passi nella vita della Chiesa oggi è il nostro padre, pastore, maestro, guida indefettibile. So, che non è necessario raccomandarvi di pregare per il Papa. Avremmo pregato per qualsiasi Papa, anche se non l’avessimo mai conosciuto prima, ma quando in Lui vediamo Colui che ci ha sostenuti dal nostro nascere, la nostra preghiera diventa più calda, viva, riconoscente, incessante. Avanti, adunque, ammalati carissimi, nel nostro apostolato! Il mondo ha tanto bisogno di noi! La sofferenza, santificata dalla grazia sarà il mezzo migliore per attirare dal Cielo le più elette grazie sull’umanità.
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